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Il palio di Siena e i cavalli

I cavalli sono i protagonisti assoluti del Palio di Siena. Nel bene o nel male, la gara dipende da loro: infatti è il cavallo a vincere, non il fantino che lo conduce.
Essendo appunto così importanti, il loro trattamento è spesso soggetto a critiche da parte degli animalisti, i quali promuovono l’eliminazione di tutte le competizioni che possono mettere a rischio la vita degli animali, come ad esempio la corrida spagnola.
Uno sguardo sul Palio
Il Palio di Siena è una gara equestre di origine medievale, che si tiene in piazza del Campo a luglio (Palio di Provenzano) e ad agosto (Palio dell’Assunta): ad ogni appuntamento partecipano 10 delle 17 contrade della città.
La gara consta di 3 giri della piazza e tutto lo svolgimento deve seguire particolari rituali: alla fine il cavallo vincitore, il suo fantino e soprattutto la sua contrada ricevono in premio il drappellone, cioè il palio da portare in corteo. I cavalli, rigorosamente mezzo sagnue, sono protagonisti anche di sfilate e cortei che precedono il giorno della gara.
Per quanto le corse si svolgano solo due giorni, in realtà il Palio coinvolge le contrade senesi tutto l’anno, durante il quale hanno luogo eventi e manifestazioni che culminano nelle date del 2 luglio e del 16 agosto.
Le misure di sicurezza per i cavalli
Visto il susseguirsi di incidenti e delle polemiche conseguenti, negli ultimi anni gli organizzatori del Palio hanno preso dei provvedimenti per la salvaguardia dei cavalli che partecipano: in questo modo le morti sono notevolmente diminuite, ma permangono ancora dei pericoli.
Queste misure di sicurezza prevedono: visite sanitarie obbligatorie; controlli anti-doping; la tenuta di albi dei cavalli addestrati per la corsa, degli allevatori dei cavalli mezzo sangue e delle fattrici; il rispetto del “Protocollo per l’erogazione di incentivi per il mantenimento dei cavalli da Palio”; l’uso di una pista con caratteristiche identiche a quelle di piazza del Campo per la preparazione obbligatoria; l’inserimento di protezioni nel circuito; monitoraggio del tufo sulla pista; la cura dei cavalli non più adatti alla corsa presso un centro apposito; infine la somministrazione dell’alcol test ai fantini.
Foto: FFCAB – Fotolia




